Storie & Passione | Gran Premio di Las Vegas 2025 | Las Vegas Strip Circuit | 24 novembre 2025

C’è una curva, a Las Vegas, che porta il numero uno sul cartello di avvicinamento. La curva 1, quella che entra a sinistra sotto i neon del Las Vegas Strip Circuit, è diventata in tre edizioni del Gran Premio il punto in cui le storie della notte si decidono. Non tutte le storie. Ma quelle che contano.

La notte del 22 novembre 2025, quella curva ha fatto una scelta. E ha scelto Max Verstappen.


Il Momento che Ha Deciso Tutto

Max Verstappen non perde mai un’opportunità. Quando il suo rivale in pole position Lando Norris ha spinto troppo all’interno della curva 1, l’olandese non si è fatto chiedere due volte.

È durato meno di tre secondi. Norris era in pole, aveva la traiettoria interna, aveva tutto quello che serve per mantenere la testa di una gara nel primo giro. Poi ha frenato un metro troppo tardi — non un errore clamoroso, non il tipo di sbaglio che finisce nelle compilation degli incidenti — solo un metro, una frazione di giudizio errata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Verstappen era lì. Come sempre è lì.

Partendo secondo in griglia, Max ha immediatamente superato Lando Norris alla prima curva e poi ha guidato con sicurezza la gara di 50 giri, senza essere minacciato nemmeno per un momento.

Cinquanta giri. Sul circuito stradale più veloce del calendario, sotto le luci di una città costruita sull’eccesso, contro una griglia che includeva il campione del mondo in carica, l’aspirante campione, e due Mercedes con il ritmo per fare male. Non minacciato per un momento.


La Gara Come Lezione di Controllo

Ogni settore rifletteva un pilota in pieno comando. Non la versione spettacolare di Verstappen — quella delle rimonte impossibili, dei sorpassi inventati dove non sembrava esserci spazio, del pilota che trasforma le avversità in teatro. Quella versione è straordinaria, ma è anche quella che si spiega attraverso l’emozione.

Questa era diversa. Era la versione che spaventa di più: quella fredda, precisa, inesorabile. Il tipo di controllo che un pilota esercita quando sa che la macchina è giusta, che il ritmo è quello corretto, e che l’unica cosa da fare è non sbagliare niente per cinquanta giri di fila.

Ogni volta che la pressione aumentava, rispondeva con giri calmi e precisi che ripristinavano immediatamente il margine, dimostrando quanto controllo avesse. Russell ha provato a tenerlo sotto pressione nella fase pre-sosta. Norris ha tentato il giro veloce nelle tornate finali, cercando di accendere qualcosa che non si è acceso. Verstappen ha risposto a entrambi nel modo più efficace: ignorandoli attraverso la velocità.


Il Voto del Pubblico: 26.2%

Il risultato del voto: Max Verstappen 26.2%, Kimi Antonelli 16.4%, Lewis Hamilton 14.5%, Charles Leclerc 13.5%, Lando Norris 7.5%.

Il Driver of the Day non è un premio tecnico. Non lo assegnano gli ingegneri con i dati della telemetria, non lo stabiliscono i giornalisti con i criteri delle analisi settoriali. Lo assegnano i tifosi, che hanno guardato la stessa gara che guardavano tutti gli altri e hanno deciso chi li aveva colpiti di più.

Verstappen ha preso più di un quarto dei voti. In una gara in cui Antonelli aveva completato gli ultimi 48 giri su un unico set di gomme dure — un’impresa tecnica notevole —, in cui Hamilton aveva costruito una rimonta silenziosa dal fondo della classifica, in cui Leclerc aveva prodotto una delle sue qualifiche migliori della stagione: con tutto questo, il pubblico ha votato per l’uomo che aveva semplicemente vinto controllando.

Non è scontato. Il Driver of the Day va spesso al pilota che ha fatto la cosa più spettacolare, non necessariamente la più efficace. Questa volta il pubblico ha riconosciuto qualcosa di diverso: la bellezza specifica del controllo assoluto. Il tipo di bellezza che richiede una comprensione più profonda per essere apprezzata, e che quando viene apprezzata lascia un’impressione più duratura dell’episodio singolo.


Il Secondo Vincitore della Strip

Max Verstappen ha vinto la sua seconda gara a Las Vegas, diventando il primo doppio vincitore sulla Strip.

Nel 2023 aveva vinto la prima edizione del Gran Premio nel mezzo di una stagione di dominio assoluto. Nel 2025 ha vinto la ventiduesima gara di un campionato in cui era l’outsider, con una Red Bull che nelle settimane precedenti aveva mostrato più problemi che soluzioni, in una delle notti più importanti della stagione.

Ci sono piloti che Las Vegas ha reso famosi. E poi c’è Verstappen, che Las Vegas ha reso irriducibile. La differenza non è nei numeri, è nel modo in cui quei numeri sono stati costruiti: non con la fortuna del format o con il vantaggio della vettura, ma con la sistematica capacità di essere il pilota migliore nella notte in cui più importava esserlo.


“La fortuna è ciò che accade quando la preparazione incontra l’opportunità.” — Frank Sinatra

Quello che la Notte Lasciava Aperto

La gara ufficiale si è chiusa ore dopo la bandiera a scacchers. Norris e Piastri furono entrambi squalificati per eccessiva usura dei pattini sul fondo vettura. Il campionato si è riscritto in modo diverso da come sembrava essere stato scritto: Verstappen a parità di punti con Piastri, il divario da Norris ridotto, due gare ancora da disputare.

Era ancora possibile. Non probabile, ma possibile. E in quella possibilità — matematica, concreta, guadagnata con una vittoria costruita giro dopo giro sotto le luci di Las Vegas — c’era tutto il senso di una stagione che Verstappen aveva trasformato in qualcosa di più grande di un campionato perso.

Il titolo, alla fine, non è arrivato. Per due punti.

Ma quella notte sul Las Vegas Strip Circuit, con 26.2% dei voti del pubblico e cinquanta giri di controllo assoluto registrati nei dati della telemetria, Max Verstappen aveva già detto quello che voleva dire. Con la sola lingua che ha sempre usato per comunicare le cose importanti.

Quella dei tempi sul giro.


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