GP Weekend | Gran Premio di Azerbaijan 2025 | Baku City Circuit, 19–21 Settembre

Dopo la pausa, la Formula 1 riapre i battenti nella città più impossibile del calendario. Un rettilineo da 2,2 chilometri, vicoli medievali percorsi a 300 all’ora, una Safety Car quasi garantita e un campionato piloti che si avvicina alla volata decisiva. Benvenuti a Baku.


La Formula 1 è tornata. Una settimana di silenzio — quella pausa caduta dopo Monza che divide l’estate europea dal rush finale — e ora il circo si rimette in moto verso uno dei luoghi più inconsueti dell’intero calendario. Baku non è solo una gara: è un’esperienza che appartiene a una categoria a sé, che mescola modernità e storia, velocità assoluta e precisione millimetrica, spettacolo televisivo e imprevedibilità cruda. Non esiste altro weekend come questo nell’intero Mondiale di Formula 1 2025, e la diciassettesima tappa del campionato promette di essere all’altezza di una reputazione costruita gara dopo gara dal 2016 a oggi.

Adagiata sulle rive del Mar Caspio, la capitale azera è un affascinante crocevia tra passato e futuro: strade moderne e grattacieli di vetro convivono con mura medievali e vicoli stretti, regalando al motorsport una cornice senza eguali. Quotidiano Sportivo I piloti lo sanno, i team lo sanno, e ogni anno — nonostante la familiarità con il tracciato — Baku riesce a sorprenderli comunque.


Il campionato in questo momento: tensione vera

Il Gran Premio di Azerbaijan arriva in un contesto di stagione che comincia a sentire il peso degli ultimatum. Oscar Piastri guida la classifica piloti con un vantaggio di 31 punti sul suo compagno di squadra Lando Norris, mentre Max Verstappen resta saldo in terza posizione. George Russell segue quarto, davanti alle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, separati da 46 punti. Formula 1

I numeri raccontano una storia di vantaggio solido in casa McLaren, ma non di certezza matematica. Verstappen ha vinto a Monza con una prestazione di livello superiore, confermando che la Red Bull — data per spacciata nel corso dell’estate — ha trovato nuova linfa tecnica e competitiva. Il campionato costruttori è quasi definito: se McLaren riuscisse a precedere di 9 punti la Ferrari, di 12 la Mercedes e di 33 la Red Bull, potrebbe laurearsi campione del mondo costruttori con ben sette gare d’anticipo. Formula 1 Las Vegas Grand Prix – Manca poco, ma il Baku City Circuit non è il posto più adatto per fare i conti prima del tempo.


Il circuito: una contraddizione su asfalto

Capire Baku significa accettare che qui le regole della Formula 1 vengono temporaneamente sospese. Non il regolamento, ovviamente — quello rimane invariato — ma le gerarchie, le certezze, le previsioni che altrove reggono abbastanza bene.

Il Baku City Circuit misura 6.003 metri ed è il secondo tracciato più lungo del calendario di Formula 1 dopo Spa-Francorchamps. Formula 1 Las Vegas Grand Prix Uno degli elementi distintivi del circuito è il rettilineo principale di 2,2 km, il più lungo della Formula 1, che permette di raggiungere velocità superiori ai 360 km/h. Un’altra caratteristica iconica è il tratto stretto in salita tra le curve 8 e 10, con una carreggiata di soli 7,6 metri, una delle sezioni più anguste del Mondiale. Clark County

Questi due elementi in un solo tracciato. Lo stesso giro che porta le monoposto a sfiorare i 380 km/h — la velocità di punta più alta mai toccata in un evento di F1 è di 378 km/h, ottenuta da Valtteri Bottas nelle qualifiche del 2016 Quotidiano Sportivo — le costringe immediatamente dopo ad infilarsi in sezioni dove la carreggiata è così stretta da permettere il passaggio di una sola vettura per volta. È questa contraddizione a rendere Baku irripetibile.

Questo range così ampio rende la messa a punto della vettura un incubo per gli ingegneri, costretti a bilanciare velocità di punta e aderenza nei tratti più lenti. Quotidiano Sportivo Non esiste una soluzione corretta, solo un compromesso più o meno sopportabile.


Il setup: il problema impossibile degli ingegneri

Ogni ingegnere di pista che arriva a Baku sa già cosa lo aspetta: la versione più difficile del suo lavoro. Il circuito azero richiede una configurazione aerodinamica che su qualsiasi altra pista non esiste.

Baku impone un compromesso difficile: c’è bisogno di carico aerodinamico per uscire bene dalle curve lente del primo e del secondo settore, ma bisogna evitare di risultare vulnerabili nel lungo e velocissimo tratto finale. Motorsport In termini pratici, i team monteranno ali che sembrano progettate per Monaco ma che dovranno reggere velocità da Monza. Il risultato è inevitabilmente imperfetto, ma è l’imperfetto condiviso da tutti — e in questo Baku è democratico a modo suo.

Il circuito azero, dove per circa il 73% del tempo sul giro l’acceleratore resta completamente spalancato, è composto da 20 curve, di cui 8 a destra e 12 a sinistra. Formula 1 La configurazione ideale prevede un assetto da medio-basso carico aerodinamico: serve poca resistenza all’avanzamento per volare nei rettilinei ma anche carico verticale per non perdere stabilità in frenata e trazione uscendo dalle curve. Formula 1

Il vento è un’ulteriore variabile da non sottovalutare. Il nome Baku significa “città dove soffia il vento”: qui le raffiche possono superare i 50–70 km/h, mettendo in difficoltà piloti e ingegneri nella ricerca del giusto assetto. Formula 1 Un’ala che funziona perfettamente nelle qualifiche del venerdì può rivelarsi inadeguata nel pomeriggio della domenica se il vento cambia direzione. Baku non chiede solo velocità: chiede adattabilità.

Sul fronte specifico della Ferrari, la SF-25 si presenta a Baku con un pacchetto aerodinamico adattato: un’ala anteriore modificata e due versioni di ala posteriore, di cui una studiata appositamente per il weekend in Azerbaijan. Il tracciato è da medio-basso carico, con il rettilineo più lungo del mondiale unito a curve lente a novanta gradi, e predilige il grip meccanico, andando incontro alle vetture che si comportano meglio in longitudinale, cioè in frenata e trazione. Formula 1


Gomme e strategia: la rivoluzione Pirelli 2025

Una delle novità più significative rispetto all’anno scorso riguarda proprio la scelta degli pneumatici. Per il Gran Premio di Baku 2025 Pirelli ha deciso di portare la terna più morbida della gamma: C6 come Soft, C5 come Medium e C4 come Hard. È una scelta più aggressiva rispetto allo scorso anno, quando le mescole più dure avevano spinto quasi tutti i team verso la strategia a una sola sosta. Con questo cambio, torna in gioco anche l’opzione delle due fermate, rendendo la gara più aperta sul piano tattico. Formula 1

Non è un dettaglio secondario. Storicamente a Baku la strategia a una sosta ha dominato, ma le mescole più morbide selezionate per il 2025 aprono nuove possibilità. Motorsport L’anno scorso Pierre Gasly dell’Alpine riuscì a coprire addirittura 50 giri con le Hard, fermandosi al penultimo passaggio solo per montare le Soft. Formula 1 Con le C6 come mescola più morbida, scenari di questo tipo sono meno probabili. La finestra strategica si apre, e con essa le possibilità di colpi di teatro in gara.

L’asfalto di Baku, percorso per tutto l’anno dalle vetture degli automobilisti azeri, di solito offre un grip inferiore rispetto ai circuiti permanenti e favorisce il fenomeno del graining. Motorsport La gestione termica degli pneumatici — già critica su ogni tracciato cittadino — qui diventa una variabile che può determinare da sola l’esito della gara.


Freni al limite: Baku tra le piste più dure del calendario

Secondo gli ingegneri Brembo, il circuito cittadino di Baku è classificato come tracciato di livello 4 su 5 per la severità delle frenate. I piloti spendono il 20% del tempo sul giro pestando il pedale sinistro. Si tratta di una delle staccate più impegnative dell’intero Mondiale, dove le macchine arrivano da una velocità massima di 329 km/h per scalare fino a 119 km/h, con una decelerazione massima di 5.0 g, con lo spazio di frenata di 108 metri in un tempo di soli 2,12 secondi, con il pilota chiamato a imprimere una forza di 176 kg sul pedale. Wikipedia

I punti di frenata sono in totale 11 in un giro da 6 chilometri, con gli impianti frenanti particolarmente sollecitati principalmente in curva 1, curva 3 e curva 15. Quotidiano Sportivo La termodynamica dell’impianto frenante a Baku è uno degli aspetti più complessi dell’intero weekend: la combinazione di frenate durissime con lunghi tratti in cui i freni non vengono utilizzati crea variazioni di temperatura che i team devono gestire con molta attenzione nella scelta dei condotti di raffreddamento.


La Safety Car: l’ospite fisso di Baku

Parlare di Baku senza parlare della Safety Car sarebbe come descrivere Monaco senza menzionare la pioggia. La Safety Car, nelle otto corse di Formula 1 disputate qui, è entrata in gioco per ben dieci volte, per un totale di 45 giri sui 459 totali, il 9,8% dei giri percorsi dal 2016 a questa parte. Motorsport

Non è un caso: le sezioni strette del centro storico, l’asfalto con grip inferiore ai circuiti permanenti, le monoposto più veloci della storia costrette a passare da aperture degne di un vicolo medievale — il cocktail produce quasi inevitabilmente contatti, errori, nervosismi. La Safety Car è il fattore di rimescolamento per eccellenza a Baku, e chi costruisce la strategia di gara senza tenerla in conto sta giocando con il fuoco.


I protagonisti: chi può fare la differenza a Baku

McLaren: il peso del favoritismo

Piastri e Norris arrivano a Baku dalla posizione più scomoda: quella dei favoriti su una pista che non premia i favoriti. La MCL39 si è dimostrata una delle vetture più polivalenti della stagione, ma Baku è una pista che richiede caratteristiche specifiche — efficienza aerodinamica elevata, trazione nelle curve lente, una power unit performante nei lunghi rettilinei — che non è detto coincidano con i punti di forza della monoposto di Woking.

Verstappen: la Red Bull ha trovato il ritmo

La vittoria di Monza non era stata casuale. La vittoria di Monza ha ridato vigore a Verstappen e alla Red Bull: il campione del mondo in carica, ormai molto lontano in classifica dai due rivali di casa McLaren, può comunque incidere nella sfida interna al box tra Oscar Piastri e Lando Norris provando a raccogliere quante più vittorie possibili. E, dopo l’Autodromo Nazionale, anche la pista di Baku può rivelarsi terreno di conquista. Wikipedia

Ferrari: il bivio aerodinamico

Leclerc sa cosa significa Baku — lo specialista dei circuiti cittadini qui ha sempre un’arma in più rispetto ad altri tracciati, e la sua velocità nei settori più tecnici è documentata dalle pole position consecutive ottenute su questo circuito nelle stagioni precedenti. Hamilton, invece, cerca il weekend che riesca a sbloccare la sua stagione con la SF-25.

La variabile Williams-Sainz

Non va trascurata la Williams, che porta a Baku un pacchetto tecnico rivisto. Carlos Sainz, protagonista di diverse qualifiche di alto livello in questa stagione, su un tracciato cittadino come quello azero potrebbe trovare le condizioni giuste per far pesare la propria esperienza e la propria precisione.


Previsione FastLap

Baku non si prevede, si affronta. Ma qualche punto fermo esiste: chi sbaglia in qualifica paga più del solito, perché qui sorpassare è complicato nonostante i rettilinei lunghissimi; chi gestisce meglio la gestione termica dei pneumatici — con le nuove mescole Pirelli più morbide del 2024 — ha un vantaggio reale; e chi affronta la Safety Car con più flessibilità strategica può guadagnare posizioni senza nemmeno correre più veloce dell’avversario.

Il Mondiale 2025 arriva a Baku con Piastri in testa, Norris con un distacco gestibile e Verstappen tornato pericoloso. Sono tre motivi validi per aspettarsi una gara che non deluderà. La pista dei contrasti, del rettilineo da record e dei vicoli da incubo, farà il resto.


Stefano Carpi — FastLap Magazine 17 settembre 2025 · alla vigilia del Round 17


Il Gran Premio dell’Azerbaijan si disputa dal 19 al 21 settembre 2025 sul Baku City Circuit · 51 giri · 306,049 km totali · Partenza domenica 21 settembre ore 13:00 ora italiana


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