Storie & Passione | Gran Premio del Messico 2025 | Autódromo Hermanos Rodríguez, 24–26 Ottobre

Quarto posto. Driver of the Day con il 41% dei voti. Un sorpasso a Max Verstappen che non dimenticherà. E lacrime a fine gara davanti alla famiglia. A Città del Messico, Oliver Bearman ha firmato la sua prima pagina da pilota vero.


Ci sono gare che racconti per anni. Non perché abbiano deciso un campionato, non perché le abbia vinte il nome più famoso della griglia, ma perché in 71 giri qualcuno ha fatto qualcosa che cambia il modo in cui lo guardi. Il Gran Premio del Messico 2025 lo ricorderemo per la vittoria di Lando Norris, per la rimonta cosmica di Max Verstappen dal diciassettesimo posto al podio, per la penalità che ha condannato Lewis Hamilton all’ottavo posto nel giorno della sua miglior qualifica stagionale. Ma la storia che resterà — quella che gli appassionati si racconteranno sottovoce nei paddock delle serie minori, quella che i talent scout dei grandi team hanno già annotato sui loro taccuini — è la storia di un ragazzo di vent’anni su una Haas che per un pomeriggio ha fatto sembrare tutto molto semplice.


La gara: come è successo

Partito nono in griglia, Bearman ha guidato con un equilibrio tra aggressività e lucidità che raramente si vede in un pilota alla sua prima stagione completa in Formula 1, riuscendo a superare Max Verstappen campione del mondo nelle prime fasi di gara e a resistere poi alla pressione intensa di Oscar Piastri nei giri finali. Formula 1 Las Vegas Grand Prix –

La corsa si era infiammata quasi subito. Al sesto giro, Bearman aveva saputo approfittare con freddezza di una bagarre tra Verstappen, Hamilton e Russell per agguantare la quarta posizione, sopravanzando proprio Verstappen e il connazionale Hamilton. Funo Analisi Tecnica Poi, mentre il caos dilagava intorno a lui — Hamilton penalizzato di 10 secondi per il taglio della curva 4, le Mercedes in difficoltà nel trovare ritmo — Bearman si era ritrovato addirittura sul podio virtuale, terzo in pista pura, con la VF-25 che ronzava come non aveva mai fatto prima di quel weekend.

La vera cartina di tornasole, però, era arrivata nella seconda metà di gara. Bearman aveva risposto al tentativo di undercut da parte di Antonelli e Piastri montando le gomme soft al secondo pit stop, anziché decidere di rimanere fuori come fatto dai top team. Con quelle gomme medie ormai a fine vita, sarebbe stato rischioso cercare di restare in pista puntando al podio, con il rischio concreto di scivolare fino al sesto o settimo posto. Funo Analisi Tecnica Una scelta che sa di mestiere, non di fortuna.

La gestione delle gomme e dei tempi di pit stop è stata perfetta, permettendogli di difendersi da avversari di peso come Verstappen e Piastri. Un risultato che mancava a Haas dal 2018, quando Romain Grosjean chiuse quarto al Gran Premio d’Austria. CircusF1 Sette anni di attesa. E alla fine è arrivato un ventenne di Chelmsford a rimettere il team americano su quella casella del tabellone.


Fianco a fianco con Verstappen: il momento che definisce una carriera

Nelle interviste del dopo gara, Bearman non ha nascosto le emozioni. Ma è stato onesto come solo chi non ha ancora imparato a indossare la maschera del pilota navigato sa esserlo.

«È stata una gara pazzesca, al primo giro eravamo in una buona posizione, poi c’è stato l’incidente al terzo o quarto giro e poi ho avuto il passo per restare davanti. Anche Oscar alla fine non ne aveva per spassarmi. Sono davvero contentissimo, la macchina è andata alla grande, sono contento per il team» aveva raccontato Bearman a fine gara. «Quando ero fianco a fianco con Verstappen, avevo il muso davanti, quindi non avevo intenzione di mollare. È stato davvero bello lottare con Max Verstappen, è uno che ho visto crescere in Formula 1. Sono così orgoglioso di questa squadra, abbiamo finito in P4 per merito, potremmo aver avuto un po’ di fortuna per arrivarci, ma è stata la nostra velocità che ci ha tenuto lì». Fuori Traiettoria

Bearman aveva ammesso di aver avuto «un po’ di paura» mentre Verstappen insisteva nel tentativo di riprendersi la posizione. Motorsport Ma non aveva mollato. E quella frase — avevo il muso davanti, non avevo intenzione di mollare — dice tutto su quello che è cambiato in questo ragazzo nel corso di una stagione intera.


Un’estate che ha cambiato tutto

Per capire davvero il valore del quarto posto messicano, bisogna tornare indietro di qualche mese. La prima parte della stagione di Bearman non era stata all’altezza delle aspettative, lacerata da errori che lui stesso ammetteva apertamente, con la frustrazione amplificata dal fatto di essere un pilota altamente autocritico. News.GP L’Australia era iniziata con un ritiro. Le prime gare europee avevano mostrato lampi di talento ma anche una fragilità tecnica che le squadre avversarie avevano imparato a sfruttare.

Poi era arrivato il punto di svolta. Il weekend di Silverstone aveva segnato una svolta positiva grazie al significativo pacchetto di aggiornamenti portato da Haas, che aveva dato a Bearman maggiore fiducia nella VF-25, soprattutto in qualifica. La gara successiva, a Spa, aveva rappresentato la sua prima volta a punti dopo nove gare a secco. News.GP

Da quel momento, qualcosa si era sbloccato. Dalla pausa estiva in poi, Bearman è risultato il secondo miglior marcatore della zona di mezzo della griglia, superato solo da Carlos Sainz — autore di due podi in stagione con la Williams. E in qualifica ha preso il sopravvento sul più esperto compagno di squadra Esteban Ocon con una regolarità che non lascia spazio a interpretazioni casuali. News.GP

La spiegazione che dà lui stesso è illuminante nella sua semplicità: «Non sono un pilota più veloce di quanto non fossi a inizio anno, ma riesco a estrarre un giro veloce molto più spesso di prima». News.GP È la differenza tra talento grezzo e pilota compiuto. E il Messico è stato il luogo dove quella differenza si è resa visibile a tutto il paddock.


Il quarto posto che vale come un podio

Il riconoscimento come Driver of the Day è arrivato grazie a una performance eccezionale e all’eccellente lavoro strategico della Haas, con Esteban Ocon che ha contribuito al risultato del team chiudendo nono e permettendo alla scuderia americana di superare la Sauber nell’ottavo posto della classifica costruttori. Formula 1

Il ventenne britannico ha guidato con controllo e compostezza, guadagnando posizioni con sorpassi puliti e difendendo con fermezza nelle fasi finali, in una prestazione che ha messo in mostra sia la velocità pura che la capacità di gestire la pressione. Wikipedia

A fine gara, Bearman era in lacrime davanti alla sua famiglia. Sky Sport Un’immagine che vale più di qualsiasi dato tecnico, più di qualsiasi analisi strategica. In Formula 1 si piange raramente per un quarto posto. Quando succede, è perché quel quarto posto significa molto di più di quello che dice il cronometro.


Il futuro: la Ferrari aspetta

Non si può parlare di Oliver Bearman senza nominare Maranello. Il britannico, selezionato dalla Ferrari Driver Academy nel 2022, aveva già debuttato in Formula 1 nel 2024 sostituendo Carlos Sainz in Arabia Saudita, chiudendo settimo al suo primo gran premio in assoluto e diventando il primo pilota nella storia della F1 a segnare punti per due squadre diverse nelle sue prime due gare. Formula 1 Las Vegas Grand Prix –

A soli vent’anni, Bearman ha dimostrato a Città del Messico di poter stare nel gruppo dei grandi. Il risultato è più di un segnale: è la conferma che la Haas, con il supporto di Ferrari, ha tra le mani un talento autentico. La freddezza nelle battaglie, la gestione della pressione e la lucidità nel finale raccontano di un pilota maturo oltre la sua età. CircusF1

Frederic Vasseur, interpellato sulla prestazione del suo pupillo, non aveva cercato di nascondere la soddisfazione. Il team principal della Ferrari aveva risposto alle domande su Bearman riconoscendo apertamente il valore della prestazione del giovane pilota dell’Academy, inserendola nel contesto più ampio di un weekend comunque positivo per la scuderia di Maranello. Quattroruote

Sul proprio futuro, Bearman resta volutamente schivo: «Riguardo al mio futuro non ci sono state conversazioni. Guido e basta. Penso che il resto si sistemerà da solo se le prestazioni saranno all’altezza». News.GP È la risposta di un ragazzo che ha imparato in fretta le regole non scritte del paddock. Ma è anche la risposta di qualcuno che sa di non aver bisogno di fare rumore: i risultati parlano già abbastanza.


FastLap commenta

C’è un tipo di prestazione in Formula 1 che non si può costruire a tavolino, che non dipende dall’auto migliore né dal box più attrezzato: quella in cui un pilota esce dal circuito avendo dimostrato qualcosa su se stesso. Bearman a Città del Messico non ha vinto. Non è salito sul podio. Ma ha fatto qualcosa di più raro: ha convinto tutti — i tifosi, i colleghi, il paddock intero — che appartiene a questo sport al livello più alto. Il Driver of the Day con il 41% dei voti in una gara vinta da Norris in modo impeccabile, con Verstappen e Leclerc sul podio, è la misura più onesta di quanto quella prestazione abbia colpito l’immaginario collettivo.

Quello di Città del Messico 2025 è stato il giorno in cui Oliver Bearman ha smesso di essere una promessa e ha cominciato a essere una certezza.


Prossimo appuntamento: Gran Premio del Brasile · Round 21 · Interlagos · 7–9 novembre 2025


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