Newey torna alle origini: rake pronunciato, sospensioni aggressive e raffreddamento orizzontale
Quando Adrian Newey ha lasciato Red Bull per unirsi ad Aston Martin nel 2024, il paddock sapeva che la sua prima creatura per Silverstone sarebbe stata tutt’altro che conservativa. L’AMR26 presentata nei test di Barcellona ha confermato le aspettative: è una monoposto che spinge concetti aerodinamici al limite della praticabilità, pescando soluzioni dall’era pre-2022 e reinterpretandole per il regolamento 2026.
La livrea nera utilizzata nei test ha reso difficile l’analisi fotografica iniziale, ma le sessioni successive hanno rivelato scelte progettuali radicali in ogni zona della vettura. Analizziamo le soluzioni più significative e i compromessi che Silverstone ha dovuto accettare.
Sospensioni Posteriori: Il Triangolo Alto per Recuperare la Beam Wing
Partiamo dal retrotreno, dove si trova la soluzione più sofisticata dell’intera vettura. Aston Martin adotta uno schema a puntone, ma con una geometria del triangolo superiore estremamente sfalsata verso l’indietro rispetto allo standard della griglia. Il braccio posteriore del triangolo è ancorato molto in alto, direttamente alla struttura che sostiene l’ala posteriore.
L’obiettivo è chiaro: compensare parzialmente l’eliminazione della beam wing (l’alettone secondario vietato dal regolamento 2026) sfruttando i flussi che investono il profilo principale dell’ala posteriore. Posizionando il punto di ancoraggio così in alto, i bracci della sospensione lavorano come elementi aerodinamici secondari che canalizzano l’aria verso il profilo inferiore dell’ala, aumentandone l’efficienza in configurazione ad alto carico.
Il trade-off è evidente: maggiore complessità cinematica, maggiore esposizione dei componenti ai flussi turbolenti, e sensibilità del comportamento aerodinamico alle variazioni di assetto dinamico della vettura. Quando la monoposto si comprime in frenata o si estende in accelerazione, la geometria della sospensione modifica la canalizzazione dei flussi in modo non lineare.
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Sospensioni Anteriori: Rake e Triangoli Inclinati
All’avantreno, Newey ha ripescato soluzioni che caratterizzavano Mercedes tra 2017 e 2021: il triangolo superiore presenta un attacco a sbalzo verso l’alto nella zona adiacente alla ruota anteriore, creando uno spazio libero che riduce l’interferenza aerodinamica tra bracci di sospensione e flussi diretti verso il sottoscocca.
Ma la scelta più significativa riguarda l’inclinazione generale: il triangolo superiore è orientato verso il basso con angolo pronunciato, estremizzando il concetto che McLaren aveva introdotto nella MCL39 del 2025. Questa configurazione ha due effetti: guida i flussi verso l’ingresso del fondo vettura con maggiore energia, e permette di mantenere un assetto picchiato (rake) verso l’avantreno anche con regole che penalizzano questa configurazione.
Il rake marcato è una firma Newey che risale all’era Red Bull RB6-RB13: inclinare la vettura in avanti aumenta l’espansione dei flussi nel diffusore posteriore, ma al prezzo di maggiore sensibilità al porpoising e minor stabilità in frenata. Con l’effetto suolo 2026, questa scelta diventa ancora più rischiosa.
Dietro le ruote anteriori compare la classica cascata di elementi deflettori (outwash) per gestire la scia turbolenta degli pneumatici, spillando aria verso l’esterno e l’alto. Soluzione consolidata, ma integrata in modo specifico con la geometria delle sospensioni per massimizzare l’effetto.
Cofano Motore e Gestione Termica: Il Prezzo dell’Audacia
La zona del cofano motore rivela la filosofia più estrema dell’intera AMR26. I radiatori sono stati posizionati in orizzontale, compressi in uno spazio verticale minimo per liberare volume nella zona delle fiancate. La presa d’aria dinamica sopra la testa del pilota alimenta esclusivamente il V6 termico Honda, secondo uno schema simile a quello Ferrari ma con raffreddamento radiatori concentrato lateralmente.
Questo layout ha permesso di ridurre drasticamente le dimensioni del cofano motore, sagomato come una seconda pelle sopra la power unit, e di aprire due enormi sfoghi posteriori di forma ogivale. Queste aperture sono coronate da superfici convesse che guidano l’aria calda verso il profilo inferiore dell’ala posteriore, energizzandone i flussi.
Sulla carta, è una soluzione brillante. Nella pratica dei test, ha generato problemi di surriscaldamento critici già dalla prima giornata utile. Radiatori così compressi richiedono flussi d’aria perfettamente canalizzati e gestione termica millimetrica: quando uno dei due elementi fallisce, le temperature salgono fuori controllo. Le branchie d’emergenza apparse sugli sfoghi laterali nella seconda giornata testimoniano un sistema al limite della stabilità termica.

Fiancate Rastremate e Sottosquadro Pronunciato
La sezione delle pance mostra una rastremazione aggressiva, con aperture di raffreddamento quasi rivolte verso l’alto e un labbro inferiore molto pronunciato che evolve il concetto introdotto da Red Bull con la RB18 del 2022. Questa geometria libera un sottosquadro enorme tra fiancate e fondo vettura, creando un canale d’aria diretto verso il retrotreno.
L’obiettivo è triplo: mantenere flusso abbondante verso i radiatori compressi, garantire aria pulita sulla superficie superiore delle pance, e alimentare massicciamente la zona del diffusore posteriore. Il tutto senza compromettere la sezione frontale della vettura, che rimane contenuta per ridurre il drag in configurazione a basso carico.
Muso e Ala Anteriore: Semplicità Insolita o Placeholder?
L’elemento più sorprendente dell’AMR26 è forse il muso, insolitamente voluminoso per una firma Newey. Il bulbo inferiore pronunciato lavora in sinergia con la porzione centrale dell’ala anteriore e nasconde il sistema di attuazione dei flap mobili, di cui non è ancora chiaro il funzionamento esatto.

L’ala anteriore appare quasi minimale nei profili e nelle paratie laterali, tanto da sembrare provvisoria. È collegata al muso con due sottili sostegni sul secondo flap, lasciando libero di muoversi solo il terzo elemento — uno schema già visto sulla Mercedes W17. Questa semplicità contrasta con la complessità del resto della vettura, e potrebbe indicare una fase di sviluppo ancora preliminare o una filosofia che privilegia carico pulito rispetto a deportanza massima in configurazione ad alto drag.
Test a Barcellona: Pochi Giri, Molti Dubbi
I primi quattro giorni di test sono stati disastrosi per affidabilità: meno di 30 giri completati a causa di problemi termici e anomalie della power unit Honda. Solo nell’ultima giornata la situazione è migliorata, con circa 50 giri all’attivo che hanno permesso di raccogliere telemetria su comportamento dinamico e deployment energetico.
Ma 80 giri totali in cinque giorni non bastano per validare un progetto così estremo. Aston Martin arriverà in Bahrain con una mole di incognite che nessun altro team di vertice deve gestire: affidabilità termica non dimostrata, correlazione aerodinamica non verificata, finestre operative delle gomme sconosciute.
Rivelazione o Illusione?
L’AMR26 rappresenta il tentativo più audace della griglia 2026: massimizzare l’effetto suolo con geometrie estreme, recuperare elementi dell’era pre-ground effect, e spingere la gestione termica oltre i limiti di praticabilità. Se Silverstone risolverà i problemi strutturali, la vettura potrebbe davvero competere per vittorie. Se invece i colli di bottiglia termici e di affidabilità richiederanno compromessi progettuali, l’ambizione si tradurrà in un’occasione persa.
I test hanno mostrato il potenziale, ma anche la fragilità. Appuntamento in Bahrain per capire se Newey ha creato una rivelazione o un’illusione troppo complessa per essere gestita.
Articolo di Alberto Ciaponi — FastLap.it
Analisi tecnica basata su osservazioni test Barcelona-Catalunya, 17-21 febbraio 2026


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