GP Weekend | Gran Premio di Cina 2026 | Shanghai International Circuit, 13–15 Marzo

Il carattere cinese “shang” significa salire, ascendere. Il tracciato dello Shanghai International Circuit è stato progettato per assomigliare a quella forma dall’alto. Questo fine settimana, il verbo ha preso corpo in modo letterale: qualcuno è salito per la prima volta nella storia, qualcuno ha confermato di essere già in cima, e qualcuno ha continuato a scendere più velocemente di quanto vorrebbe ammettere.


Venerdì 13 Marzo — FP1 e Sprint Qualifying

Prove Libere 1: Mercedes detta i tempi, Ferrari aspetta

Un’ora sola. È tutto il tempo che il formato Sprint concede ai team per capire una vettura nuova su un circuito che amplifica ogni debolezza tecnica attraverso i suoi lunghi curvoni ad alta velocità e il rettilineo da oltre un chilometro tra le curve 13 e 14.

Russell ha chiuso in cima con un 1:32.741, mantenendo 0.120 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Antonelli, con la coppia Mercedes oltre mezzo secondo più veloce di chiunque altro. Norris si è inserito in terza posizione, davanti a Piastri, Leclerc e Hamilton.

La sessione non è filata liscia. Colapinto ha girato su se stesso alla curva 9 nelle prime tornate, mentre Hamilton ha avuto un momento di contatto leggero con Norris — episodio notato ma non investigato dai commissari — e poi ha perso il controllo alla curva 6, finendo in testa-coda sull’erba.

La Ferrari aveva scelto di non portare in pista la propria ala posteriore “flip-flop” durante la sessione — la controversa soluzione aerodinamica che aveva fatto discutere nel paddock fin dall’inizio del weekend. La Scuderia avrebbe poi rimosso le mini-ali sull’halo durante l’intero fine settimana, dopo discussioni con la FIA.

Il segnale più preoccupante arrivava dall’altro lato del paddock: Verstappen ha chiuso ottavo, già visibilmente in difficoltà con una RB22 che il campione olandese stava faticando a portare nella finestra operativa corretta.

Sprint Qualifying: Russell domina, Antonelli sfugge all’indagine

Russell ha dominato le tre fasi della Sprint Qualifying con una coerenza che lasciava poco spazio all’interpretazione: ha guidato tutte e tre i segmenti, fissando il crono di riferimento in SQ3 con un 1:31.520 che ha lasciato Antonelli quasi tre decimi indietro. Il pilota britannico si è così aggiudicato la sua prima pole Sprint in carriera.

Norris ha chiuso terzo — il migliore tra i non-Mercedes ma con oltre sei decimi da Russell — con Hamilton quarto davanti a Piastri. Leclerc si è fermato a un secondo esatto dal tempo di riferimento in sesta posizione, seguito da Gasly e da un Verstappen visibilmente scontento, che si è lamentato della mancanza di grip alla fine del suo giro.

L’episodio più delicato della sessione ha riguardato Antonelli, finito sotto indagine per aver ostacolato Norris durante il Q2. L’italiano è stato scagionato dai commissari ed ha mantenuto la sua seconda posizione in griglia.


Sabato 14 Marzo — Sprint Race e Qualifiche

La Sprint: Russell e Hamilton costruiscono uno spettacolo

La gara Sprint del sabato mattino si è rivelata uno degli esempi più riusciti del formato dal momento della sua introduzione nel 2021: un duello per la testa che ha visto Hamilton e Russell scambiarsi la posizione più volte nelle prime tornate, Ferrari competitiva in modo sorprendente rispetto a quanto le qualifiche avevano lasciato presagire.

Allo spegnimento dei semafori, Hamilton si è proiettato in avanti dalla quarta posizione scavalcando prima Antonelli e poi Norris alla curva 1, portandosi all’attacco di Russell. La coppia ha ingaggiato un duello che avrebbe fatto la gioia di qualsiasi regista: sei scambi di posizione in cinque giri, con il britannico della Mercedes che ha trovato il sorpasso definitivo al penultimo tornante nel corso del quinto giro.

Antonelli, invece, ha vissuto la mattinata peggiore possibile. Un contatto con Hadjar alla quarta curva al primo giro gli è costato dieci secondi di penalità scontati ai box durante la Safety Car entrata in pista per il ritiro di Hulkenberg. La rimonta dell’italiano lo avrebbe riportato fino alla seconda posizione in pista prima dello stop, ma la penalità lo ha ricacciato in quinta posizione.

Russell ha vinto con 0.6 secondi di vantaggio su Leclerc, risalito dalla sesta posizione, con Hamilton terzo dopo aver pagato il prezzo di pneumatici anteriori sinistri consumati precocemente dalla battaglia con Russell. Norris quarto, Antonelli quinto, Piastri sesto, Lawson settimo e Bearman ottavo per gli ultimi punti disponibili.

Verstappen, partito ottavo, ha subito un’ulteriore perdita di posizioni alla partenza e ha lottato per risalire fino alla nona posizione — nona su diciannove tornate, su una pista su cui l’anno precedente dominava incontrastato.

Qualifiche: Antonelli fa la storia

Il pomeriggio del sabato ha scritto una pagina che i libri di statististica della Formula 1 non cancelleranno facilmente. Kimi Antonelli è diventato il più giovane poleman nella storia dello sport, a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni, battendo il record che apparteneva a Sebastian Vettel dal Gran Premio d’Italia 2008.

Il percorso verso quella pole non è stato privo di drammi. Russell, dopo aver vinto la Sprint e sembrato il favorito naturale per la prima fila, ha dovuto affrontare un’emergenza tecnica: cambio di ala anteriore dopo il Q2, poi la W17 bloccata in terza marcia durante il primo tentativo in Q3. La squadra ha risolto il problema, ma gli è rimasto un unico giro per fissare il tempo. Non è bastato per la pole, ma Russell ha salvato il secondo posto, con Hamilton e Leclerc a completare la seconda fila tutta Ferrari.

Il messaggio di Antonelli dalla radio dopo la pole è già diventato il audio del weekend: “Sono senza parole. Sto quasi per piangere. Grazie mille al team, perché mi hanno aiutato a realizzare questo sogno.”


Domenica 15 Marzo — La Gara

Prima dei semafori: quattro assenti al via

Prima ancora che i semafori si accendessero per i 56 giri del Gran Premio, la griglia aveva già perso quattro protagonisti. Norris non è riuscito a raggiungere la griglia di partenza; la McLaren di Piastri è stata ricondotta in pit-lane poco prima del giro di formazione. Il team ha confermato in seguito: due problemi elettrici separati alle Power Unit sulle due vetture. Per Piastri era il secondo DNS consecutivo della stagione.

Anche Bortoleto non ha preso il via per un problema idraulico sull’Audi, mentre Albon avrebbe dovuto partire dalla corsia dei box dopo un cambio di sospensione sulla sua Williams ma non è riuscito a muoversi.

Il via: Hamilton in testa, ma per poco

Allo spegnimento dei semafori, Antonelli ha stretto verso Russell aprendo uno spazio sulla sua sinistra che Hamilton — partito terzo — ha sfruttato con la precisione chirurgica di chi conosce a memoria questo tipo di occasioni, portandosi in testa all’esterno della prima curva. Leclerc ha tentato di seguire l’esempio del compagno di squadra, ma si è trovato schiacciato sui cordoli della curva 3 ed è ricaduto in terza posizione.

La leadership di Hamilton è durata meno di due giri. Antonelli ha ripreso la testa alla curva 14 e da quel momento non l’ha più ceduta. Nelle retrovie, Hadjar è andato in testacoda alla curva 13 costringendo Bearman a un’azione di emergenza per evitarlo, mentre Verstappen — partito con mescola soft — aveva già perso terreno nelle prime tornate a causa dell’ennesima partenza difficile.

La Safety Car e il bivio strategico

Le prime soste sono arrivate al giro 10, con Lawson, Verstappen e Sainz tra i primi a rientrare, quando improvvisamente l’Aston Martin di Stroll si è fermata alla curva 1 per un problema alla batteria, portando in pista la Safety Car. I team di testa si sono precipitati ai box per passare dalla mescola media alla dura.

La ripartenza ha riservato la sorpresa più grande del pomeriggio: Russell ha faticato a portare le gomme in temperatura, ha perso la curva 6 concedendo la posizione a Hamilton, che ha subito eliminato anche Ocon e Colapinto rimasti fuori durante la neutralizzazione. Russell ha recuperato su entrambi, ma nel frattempo aveva perso terreno da Leclerc, scivolando in quarta posizione con Antonelli ormai irraggiungibile in testa.

Antonelli vince, Hamilton sul podio, Ferrari si diverte

Russell è risalito progressivamente, demotando Leclerc al giro 3 dalla ripartenza e Hamilton cinque giri dopo, trovandosi in seconda posizione con Antonelli che nel frattempo aveva già costruito un vantaggio di sicurezza. Le due Ferrari si sono invece battagliate per il terzo gradino del podio con una combattività che Leclerc ha definito via radio “abbastanza divertente”.

A quattro giri dal termine, Antonelli ha perso il controllo della vettura alla curva 14 su un flat-spot, andando largo sull’erba. Un momento di puro terrore per il box Mercedes, che si è risolto senza conseguenze. L’italiano ha attraversato il traguardo con 5.5 secondi su Russell.

Antonelli è diventato così il secondo pilota più giovane a vincere un Gran Premio nella storia della Formula 1, dopo Max Verstappen. Hamilton ha conquistato il suo primo podio in rosso al 26° tentativo sullo stesso circuito dove aveva vinto la Sprint l’anno precedente. Leclerc quarto, Bearman quinto — rimontando dall’episodio del primo giro — Gasly sesto, Lawson settimo, Hadjar ottavo, Sainz nono con i primi punti della Williams in questo 2026, Colapinto decimo nonostante un contatto con Ocon.

Verstappen, Alonso e Stroll non hanno concluso la gara.

Risultato finale:

Pos.PilotaTeamDistacco
1Kimi AntonelliMercedes
2George RussellMercedes+5.515
3Lewis HamiltonFerrari+25.267
4Charles LeclercFerrari+28.894
5Oliver BearmanHaas+57.268
6Pierre GaslyAlpine+59.647
7Liam LawsonRacing Bulls+1:20.588
8Isack HadjarRed Bull+1:27.247
9Carlos SainzWilliams+1 giro
10Franco ColapintoAlpine+1 giro

Le Voci dal Paddock

Kimi Antonelli ha risposto ai microfoni con l’autenticità disarmante che è diventata la sua firma: “Sono senza parole. Stavo quasi per piangere. Ieri avevo detto che volevo riportare l’Italia in cima, e oggi l’abbiamo fatto — anche se mi sono dato un piccolo momento di infarto verso la fine con il flat-spot.”

George Russell ha mantenuto la leadership del campionato con un punto di vantaggio sul compagno di squadra. In conferenza ha riconosciuto la superiorità di Antonelli nel momento decisivo — la ripartenza dalla Safety Car — e ha sottolineato come il weekend abbia dimostrato che il duello interno alla Mercedes è già, a due gare dalla prima bandiera verde, la storyline più intrigante della stagione.

Lewis Hamilton ha dedicato il podio alla madre, presente nel box della Ferrari. La sua reazione in parco chiuso — visibilmente emozionata — è già tra le immagini più condivise del fine settimana. In conferenza ha commentato: “È una macchina molto migliore e ho partecipato al suo sviluppo. È per questo che sono molto più felice.”

Max Verstappen ha invece scelto parole più taglienti per descrivere la propria esperienza con la RB22: la macchina è stata definita “un horror show” dall’olandese, un giudizio a cui Toto Wolff ha risposto con la diplomazia di chi guarda le riprese onboard e riconosce che la descrizione non è lontana dalla realtà.


Il Quadro Complessivo

Shanghai ha consegnato al campionato 2026 una narrativa già ricca e contraddittoria. Mercedes domina, ma al suo interno si gioca una battaglia che promette di restare aperta per mesi. Ferrari sorprende — soprattutto nelle partenze, nella gara Sprint e nel passo sul giro lungo — ma deve ancora colmare un divario in qualifica che su certi circuiti rischia di diventare ingestibile.

McLaren non ha ancora completato un giro di gara. Verstappen sta attraversando la crisi tecnica più profonda della sua carriera in Formula 1. Il campionato ha già tutte le condizioni per diventare uno di quelli che si ricordano.

La prossima fermata è Suzuka, dal 27 al 29 Marzo. Con quasi due settimane di pausa davanti — Bahrain e Arabia Saudita cancellate per le tensioni in Medio Oriente — il paddock avrà tempo di riflettere, aggiornare e prepararsi per un circuito che ha sempre avuto la capacità di amplificare le gerarchie esistenti.

Sveglia alle 7 di domenica mattina. Il caffè è già pronto.


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Tutti i dati e le citazioni sono tratti dai report ufficiali FIA e dalle fonti ufficiali F1 post-gara.


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