GP Weekend | Gran Premio del Giappone 2026 | Suzuka Circuit, 27–29 Marzo
C’è un modo per capire se un pilota è davvero pronto per questo sport: guardarlo quando le cose vanno storte. Il Gran Premio del Giappone 2026 ha offerto a Kimi Antonelli ogni tipo di avversità possibile — una partenza disastrosa, la posizione perduta, la rimonta costruita giro dopo giro. E poi, quando sembrava ormai destinato al secondo posto, la fortuna si è ricordata di lui. Ha preso quello che gli veniva offerto e non ha più guardato indietro. Quando la macchina dice grazie alla fortuna, la risposta è la prestazione. La sua è stata impeccabile.
Venerdì 27 Marzo — FP1 e FP2
FP1: Mercedes detta i ritmi, Red Bull porta aggiornamenti urgenti
Il primo giorno a Suzuka ha cominciato sotto il segno della consueta gerarchia Mercedes, con George Russell che ha guidato la sessione di apertura con un 1:31.666 — appena 0.026 secondi davanti al compagno Antonelli. Una doppietta confezionata con la serenità di chi sa di avere la macchina giusta nel posto giusto.
La sessione ha avuto la sua atmosfera specifica da venerdì di raccolta dati: aero-rake montate sulle carrozzerie, vernice flow-vis applicata per tracciare i flussi aerodinamici, ingegneri che registravano ogni dato con l’attenzione di chi sa che aprile porterà una pausa lunga e ogni informazione raccolta qui varrà doppio a Miami. Il dato più evidente era la presenza della Red Bull aggiornata: Verstappen e Hadjar scendevano in pista con un fondo pesantemente rivisto, l’unica squadra ad aver accelerato i tempi di sviluppo invece di attendere il rientro in Europa. I risultati — settimo per Verstappen — non erano entusiasmanti, ma la direzione era quella giusta.
Norris e Piastri, reduci dal doppio DNS di Shanghai, hanno trovato in FP1 la risposta che cercavano: terzo e quarto posto rispettivamente, segno che i problemi elettrici della settimana precedente erano stati risolti. L’incidente nel finale — Perez che si inserisce davanti ad Albon mentre quest’ultimo era nel mezzo di un giro lanciato, con conseguente detriti sparsi in pista — ha macchiato una sessione altrimenti ordinata.
Sulla panchina dei box dell’Aston Martin siedeva Jak Crawford, il terzo pilota del team, al posto di Fernando Alonso: risparmio sistematico dei consumi di cambio, con lo spagnolo che avrebbe fatto la sua prima apparizione nel pomeriggio.
FP2: Piastri si prende la scena, Norris torna con un problema
La sessione pomeridiana ha restituito una gerarchia più sfumata. Piastri ha guidato la classifica con 1:30.133, spingendo il proprio candidato al primo giro veramente competitivo del suo 2026 dopo due weekend di inattività forzata. Antonelli lo seguiva a 0.09 secondi, Russell terzo.
Norris ha avuto una perdita idraulica che lo ha limitato nella raccolta dati — un problema minore, ma fastidioso per una squadra che aveva già perso due gare complete e non poteva permettersi di perdere sessioni di pratica. Il britannico ha comunque chiuso sesto, abbastanza da raccogliere le informazioni necessarie per il sabato.
Tra gli episodi del pomeriggio: Lindblad si è fermato precocemente per un problema al cambio sulla sua Racing Bulls, Colapinto è stato investigato per guida erratica mentre riscaldava le gomme davanti a Verstappen, e Alonso ha completato la sua prima uscita stagionale in pista senza incidenti.

Sabato 28 Marzo — FP3 e Qualifiche
FP3: Antonelli trova il giro, Norris batte il secondo problema
L’ultima sessione libera ha consegnato il suo verdetto in modo chiaro. Antonelli ha guidato con 0.254 secondi di vantaggio su Russell, con Leclerc terzo, Piastri quarto e Hamilton quinto. Il messaggio era quello che la Mercedes portava da Melbourne: la W17 era la macchina di riferimento di questo weekend.
Norris ha affrontato un’altra sessione complicata — un problema alla batteria sulla sua MCL40 lo ha tenuto ai box per oltre metà del tempo disponibile, costringendolo ad uscire solo nella fase finale. Ha trovato comunque il sesto tempo, davanti a un impressionante Hulkenberg settimo. Verstappen ottavo — in calo rispetto al passo visto con il fondo nuovo il giorno precedente, segnale che il lavoro di messa a punto non era ancora completo.
Piastri, invece, si trovava davanti a un’indagine aperta in fase post-sessione per un possibile ostacolo a Hulkenberg alla 130R nelle fasi iniziali. La questione si sarebbe risolta senza conseguenze.
Qualifiche: Antonelli fa la storia, Verstappen eliminato in Q2
Il sabato pomeriggio ha prodotto il secondo record stagionale di Antonelli. Pole position a Suzuka, precedendo Russell di quasi tre decimi — ed è diventato il più giovane poleman nella storia del Gran Premio del Giappone. La qualifica ha applicato il regolamento aggiornato sulla gestione dell’energia, una modifica minore introdotta dalla FIA dopo le discussioni delle settimane precedenti, che ha ridotto la necessità di lifting and coasting nel corso dei giri veloci.
Il grande colpo di scena è arrivato nel Q2: Max Verstappen eliminato dall’undicesima posizione. Il quattro volte campione del mondo che aveva vinto le ultime quattro edizioni consecutive del Gran Premio del Giappone — dal 2022 al 2025 — non accedeva al Q3 sul circuito in cui sembrava imbattibile. Il fondo nuovo non aveva prodotto il salto di competitività atteso.
La rubrica delle curiosità statistiche segnalava anche che Hadjar aveva battuto Verstappen in qualifica per la prima volta nella stagione. Da Milton Keynes, nessun commento ufficiale.
Piastri terzo in griglia — il suo miglior risultato nel 2026 finora, con il Mondiale costruttori in carica che cominciava finalmente a mostrare il passo reale. Hamilton quarto, Leclerc quinto, Norris sesto. Tutti i ventitré partenti su mescola media per la partenza.
Domenica 29 Marzo — La Gara
Prima dei semafori: dieci minuti di attesa
Un incidente nella gara di supporto aveva richiesto riparazioni alle barriere in uno dei punti più veloci del tracciato. I meccanici hanno lavorato in fretta, ma la procedura di sicurezza ha imposto un ritardo di dieci minuti sul via programmato. Ventitré vetture, copertoni ancora sotto le coperte termiche, piloti fermi nella loro posizione in griglia.
Antonelli in pole. Russell secondo. Piastri terzo.
La Partenza: il Chaos del Primo Giro
Quando i semafori si sono spenti, la McLaren ha risposto con una reazione che sembrava disegnata apposta per smentire i problemi delle ultime tre settimane. Piastri è scattato con la trazione di chi ha preparato questo momento per due gare intere — ha preso la testa alla prima curva con un margine che non lasciava spazio a discussioni.
Leclerc è salito al secondo posto con una partenza altrettanto eccellente. Le due Mercedes hanno perso terreno: Russell quarto, Antonelli scivolato fino alla sesta posizione dopo che le ruote posteriori hanno girato a vuoto sul colpo di gas iniziale. Un problema tecnico, una frazione di secondo persa, il conseguente domino di posizioni perse.
Norris terzo, Russell quarto. Antonelli sesto con Hamilton quinto davanti a lui. Nel giro di due tornate il diciannovenne italiano aveva già recuperato la quinta posizione a spese di Hamilton.
La Rimonta della Mercedes
Russell ha eseguito la rimonta più metodica del fine settimana. Ha superato Norris al terzo giro e Leclerc al quarto, issandosi fino alla seconda posizione con Piastri poco più di un secondo e ottocento millesimi avanti. All’ottavo giro, all’ultima chicane, Russell ha superato il pilota McLaren — ma Piastri ha risposto immediatamente sul rettilineo dei box, riprendendosi la testa nella stessa tornata.
Antonelli nel frattempo procedeva regolarmente verso la quarta posizione. La distanza da Russell rimaneva gestibile. Il piano sosta era definito: un’unica fermata, gomme medie per tutto il primo stint, dure per la seconda parte.
Il Momento che Ha Deciso Tutto: Lap 22
Piastri ha fatto la sua sosta al giro 18. Russell ha aspettato fino al 21, accumulando un undercut sul rivale McLaren che sembrava sufficiente a coprire il cambio di posizione. Leclerc ai box poco dopo, Hamilton che restava fuori.
E poi, al ventunesimo giro, nell’heartbeat di un secondo: Bearman alla Spoon Curve.
Il pilota della Haas stava inseguendo Colapinto in una battaglia per la quindicesima posizione quando ha perso il controllo sul cordolo interno, è andato sull’erba a sinistra della curva, ha distrutto una serie di pannelli in polistirolo di segnalazione e ha colpito le barriere a alta velocità in quello che i dati successivi avrebbero certificato come un impatto da 50G. Un incidente spettacolare, uno dei più violenti della stagione 2026. Bearman è stato aiutato fuori dall’abitacolo da due commissari, poi si è seduto a terra. Portato al centro medico del circuito, le radiografie hanno confermato una contusione al ginocchio destro.
Safety Car immediata.
Russell aveva appena terminato il suo pit-stop. Era fuori dai box da secondi, su gomme nuove ma con posizione compromessa dalla neutralizzazione. Antonelli era ancora in pista, ancora da fermare, ancora con la possibilità di fare la sua sosta in condizioni protette.
“Unbelievable”, ha urlato Russell via radio. Poi, due giri dopo, di nuovo: “Wow. F—. Our luck in these last two races.”
Antonelli è rientrato ai box durante la Safety Car. È riemerso primo.
La Seconda Vita: i Giri della Consacrazione
La ripartenza al giro 27 ha visto Antonelli davanti a Piastri, con Leclerc che aveva guadagnato la terza posizione a spese di Hamilton durante la neutralizzazione. Russell quinto.
Da quel momento, cinquanta chilometri di Suzuka sotto le sole gomme dure e il vantaggio del passo. Antonelli ha aperto il gap con la progressione di chi sa di avere la macchina migliore e non intende sprecare l’occasione. Un secondo, tre secondi, sei, dieci, tredici. Al traguardo: 13.722 secondi su Piastri.
La lotta più accesa degli ultimi giri si è consumata tra Leclerc e Russell per il gradino del podio. Il pilota della Ferrari ha difeso con la stessa qualità tecnica mostrata ad Austin: traiettorie precise, uso intelligente dell’Overtake nelle fasi di difesa, la capacità di tenere fuori un pilota più veloce su una macchina meno competitiva attraverso il solo merito della guida. Russell è riuscito a superarlo una volta, Leclerc ha risposto con un sorpasso in esterno alla prima curva che è già tra le immagini della stagione.
Norris ha superato Hamilton all’ultima chicane nell’ultimo giro per conquistare il quinto posto. Gasly settimo, battendo Verstappen in gara per la seconda settimana consecutiva con la Alpine — un risultato che ha alimentato le domande già circolanti su cosa non funzionasse nella RB22.
Risultato finale:
| Pos. | Pilota | Team | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Kimi Antonelli | Mercedes | — |
| 2 | Oscar Piastri | McLaren | +13.722s |
| 3 | Charles Leclerc | Ferrari | +27.461s |
| 4 | George Russell | Mercedes | +28.904s |
| 5 | Lando Norris | McLaren | +45.312s |
| 6 | Lewis Hamilton | Ferrari | +46.017s |
| 7 | Pierre Gasly | Alpine | +1:08.441s |
| 8 | Max Verstappen | Red Bull | +1:11.287s |
| 9 | Esteban Ocon | Haas | +1:22.514s |
| 10 | Liam Lawson | Racing Bulls | +1:24.103s |

Le Voci dal Paddock
Kimi Antonelli ha risposto alla vittoria con la sua misura abituale: “Mi sento abbastanza bene. Ovviamente è ancora troppo presto per pensare al campionato, ma siamo sulla buona strada. Ho avuto una partenza terribile — devo capire cosa è successo. Poi sono stato fortunato con la Safety Car per ritrovarmi in testa, ma il passo nel secondo stint è stato incredibile. Mi sono sentito molto bene con la macchina.”
George Russell non ha nascosto la frustrazione: “Unbelievable”, ripetuto due volte via radio durante la gara, ha lasciato il tono della serata. In conferenza ha riconosciuto di aver fatto la sua sosta nel momento esatto in cui la Safety Car è entrata — una delle casualità peggiori possibili. “La nostra fortuna negli ultimi due weekend è stata zero,” ha detto. “Ma la macchina è veloce. Dobbiamo solo portare questa velocità in gara senza che le circostanze lavorino contro di noi.”
Oscar Piastri ha scelto una semplicità ironica: “Penso di aver fatto la mia miglior gara della stagione. Ho completato tutti i giri. È già un miglioramento rispetto alle prime due settimane.” Dietro la battuta, la consapevolezza di chi sa di essere stato in posizione per vincere prima della Safety Car, e che il ritmo della McLaren era abbastanza buono da rendere la questione aperta.
Charles Leclerc ha portato a casa il podio con la soddisfazione di chi ha combattuto e vinto un duello che non era scritto. “Ho difeso come potevo. Quando Russell mi ha passato ho risposto immediatamente — sapevo che quell’opportunità c’era alla prima curva, e l’ho presa.”
Il Quadro del Campionato
Antonelli guida il Mondiale Piloti con nove punti di vantaggio su Russell, diventando il più giovane pilota della storia a condurre la classifica — a 19 anni e 216 giorni. La doppietta Mercedes nei costruttori porta il team di Brackley a quota 87 punti, con McLaren seconda a 27. Ferrari terza con 22.
Il prossimo appuntamento è il Gran Premio di Miami, dal 1 al 3 maggio — con la cancellazione di Bahrain e Arabia Saudita per le tensioni in Medio Oriente, il paddock si prende una pausa di cinque settimane. Cinque settimane in cui i team lavoreranno agli aggiornamenti, alla Red Bull cercheranno ancora le risposte su una RB22 che Verstappen non ha ancora smesso di chiamare “un horror show”, e in cui Antonelli avrà tutto il tempo del mondo per metabolizzare il fatto di essere, formalmente, il campione del mondo in carica pro-tempore.
Fino a Miami, almeno. Poi il mondo ricomincerà a girare.
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Tutti i dati riportati fanno riferimento ai risultati ufficiali FIA e alle dichiarazioni post-gara dei piloti.


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